11
Set-2014

11 settembre St. Patrick

Ok, è di nuovo l’11 settembre. Per la tredicesima volta da quando quegli aerei sono venuti giù, in una splendida (sì, era così) mattina newyorkese del 2001.

Su quel giorno i racconti sono infiniti, e anche oggi i ricordi pubblici si sprecano. Tra i migliori, il pezzo di Francesco Costa sul Post, che ripropone la storia, già raccontata l’11 settembre 2012, del volo United 93, quello che si schiantò su un campo della Pennsylvania invece che su un qualche obiettivo sensibile grazie alla ribellione dei passeggeri.

Una domanda che spesso ci si faceva, soprattutto nei primi anni dopo il disastro era “Tu dov’eri quel giorno? Cosa facevi”? Alan Jackson, uno dei re del country, lo chiedeva ai suoi ascoltatori nella sua “Where were you? (When the world stopped turning)”  del 2002.

Io (Paolo) quel giorno ero a Milano, ad una noiosissima fiera di tessuti, di quelle che ogni 5 minuti guardi l’orologio per capire quando potrai uscire. Altro lavoro, altra vita. Ad un certo punto, tra uno stand di laminato e l’altro, qualcuno, non so se un cliente o un agente, iniziò a dire: “Hai saputo che un aereo si è schiantato contro un grattacielo di New York”? E tutti a pensare che fosse un incidente causato da un piccolo aereo da turismo. Poi arrivò la notizia del secondo schianto e la fiera si svuotò anzitempo…tutti a casa incollati al televisore (internet aveva ancora un ruolo marginale, almeno in Italia). Così anch’io, la sera, il giorno dopo e quello dopo ancora.

Serena invece stava guidando per tornare a Genova, dove viveva in quel periodo. Dice che andava forte, molto forte. Noi le crediamo, e non riveliamo la velocità esatta solo perchè temiamo in una multa retroattiva. In macchina con lei un paio di amici/colleghi un po’ tesi per la guida ai limiti. Ma Serena aveva una voglia matta di tornare a casa, dopo giorni a lavorare in giro per l’Italia. E poi la radio ruppe la tensione riversando la notizia. Incredulità, sgomento, e i ricordi finiscono lì.

Da quando Serena ed io viaggiamo insieme, siamo stati a New York durante le celebrazioni dell’ 11 settembre solo una volta, credo nel 2010. Non abbiamo partecipato alla cerimonia a Ground Zero, ma abbiamo seguito una Messa nella cattedrale cattolica di St. Patrick. Al termine ci hanno dato il cartoncino che vedete qui. Ci sono tutti gli elementi utili (patria, religione, nomi dei caduti) per provare a capire il senso dell’11 settembre per un americano o – peggio ancora – per un newyorkese. Chi non c’era quel giorno non potrà mai afferrarlo, così come è impossibile comprendere New York e i suoi abitanti senza esserci stati almeno una volta.

Se vi capita di andarci, passate da Ground Zero. Noi ci siamo stati l’ultima volta 2 anni fa. La Freedom Tower (il grattacielo principale sorto sulle ceneri delle Torri Gemelle) non era ancora stata terminata, così come il Museo dell’11 settembre. Già realizzato era il Memorial, dove i nomi delle vittime guardano l’enorme vuoto lasciato dalle fondamenta delle Torri scomparse. Qua e là dal bronzo spunta un fiore, una fotografia, la lettera di un bambino.

Il ricordo resta vivo.

 

Paolo

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