13
Nov-2016

In Giordania con Elena e Davide: Amman

Elena e Davide sono arrivati ad Amman in Giordania, come previsto. Nonostante wifi ballerini e contrattempi ci hanno mandato un bel racconto della prima tappa del loro viaggio. Viaggiamo con loro!

Serena e Paolo


Amman 1

Amman, vista da lontano, è un alveare di palazzi squadrati color sabbia, tutti uguali fra loro, abbarbicati sopra i colli sui quali si è espansa la metropoli. È una città con più facce: il vero centro, caotico, trafficato, sporco, brulicante di persone e di negozi tipici; le vicine zone residenziali, con locali dai menù bilingue e hotel per turisti accanto ad eleganti case private. Noi abbiamo affittato un appartamento tramite Airbnb in una zona “intermedia”: case residenziali di medio livello, non troppo traffico, negozi e locali rigorosamente per arabofoni. Il proprietario, mr. Mutaz, è un uomo gentilissimo. Si è subito dimostrato una persona estremamente disponibile, interessata più a farti sentire benvenuto e a casa tua che al vero business. Ci è venuto a prendere in aeroporto nonostante atterrassimo alle 2 del mattino; i giorni seguenti ci ha offerto la colazione (ottime pizzette ricoperte di timo, humus e felafel) e ci ha raccontato tante cose interessanti sulle loro credenze e usanze… Abbiamo solo parole positive per lui.

Il nostro primo giorno ad Amman è dedicato alla visita della città. Da bravi camminatori-risparmiatori (squattrinati insomma) ci siamo diretti a piedi (4 km circa) verso l’antica cittadella romano-bizantino-omayyade. Lungo la strada veniamo fermati da gruppi di ragazzini che ci apostrofano con un “Hello, how are you, welcome to Jordan” e si fanno fotografare con noi come se fossimo degli animali rari. E forse lo siamo, di turisti (purtroppo per i Giordani ma per fortuna per noi) se ne vedono pochi. Lungo il tragitto attraversiamo anche un mercato tipico con ogni genere di merce, dalla frutta all’abbigliamento (spiccano fra tutto dei modernissimi pigiami da donna in pile dai colori e dalle fantasie più disparate).

Amman 3

Arrivati infine alla Cittadella scopriamo il “potere” del Jordan pass (un biglietto cumulativo da comprare in Italia su internet che permette di visitare circa 40 monumenti e che consente di ottenere il visto gratis se si rimane almeno 3 notti in Giordania, al costo di 70 dinari; considerando che Petra da sola ne costa 50 e il visto 40 è una scelta più che conveniente): all’ingresso di ogni sito basta dire che si possiede questo Jordan pass e fare il gesto di mostrarglielo che ti fanno entrare senza problemi.

Decidiamo di visitare la Cittadella in autonomia, nonostante le onnipresenti guide bi-trilingue si offrano con gentilezza e senza insistenza. Chi ha già visitato dei paesi arabi del Nordafrica (per esempio Egitto, Marocco o Tunisia) avrà ben presente quanto gli autoctoni possano essere insistenti, pressanti e noiosi. Qui niente di tutto questo, la gente ti si avvicina con una faccia non troppo amichevole, ma poi, dopo la classica domanda di rito “Where are you from?”, si sciolgono in mille sorrisi ed il commento tipico al nostro “Siamo italiani” è “Italiani brava gente”. E se lo dicono loro…

Amman 2

Dopo la Cittadella raggiungiamo comodamente a piedi il teatro romano, il foro e l’odeon, per poi proseguire verso il vero centro fra i vari suq fino alla tanto pubblicizzata Rainbow Street che personalmente non ci ha detto granché. Una puntatina ad assaggiare il miglior felafel della città (a detta della Lonely Planet), che in effetti è veramente buono, l’olio di oliva è spettacolare e con 3 dinari si sfamano tranquillamente 3-4 persone, e ritorniamo scarpinando all’appartamento.

Amman 4

La sera giriamo per una via periferica piena di locali e negozi, dove, in una panetteria dove piovono letteralmente pita bread dal soffitto, veniamo apostrofati da una signora chador vestita, che con l’amabile tono di un generale tedesco che sta strigliando le sue truppe, ci dice che sua figlia è sposata con un italiano e che lei ha vissuto un per un po’ di anni in Germania (e chi l’avrebbe mai detto?). Nel frattempo l’addetto alla pesatura del pane ci allunga sottobanco una pagnotta di pane arabo in regalo. Qui sono così: ospitali e generosi, realmente senza secondi fini, ed è bello perché ti fanno venire voglia di esserlo a tua volta.

 

Elena&Davide

4

 "Mi piace" / 0 Commenti
Condividi questo articolo:

Commenta

Archivio

> <
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec