14
Nov-2016

In Giordania con Elena e Davide: Jerash

Seconda tappa del viaggio on-the-road-low-cost-top-adventure di Elena e Davide in Giordania. Questa volta il nostro duo ha esplorato il sito archeologico di Jerash, la “Pompei dell’Asia”. Attenzione: il post contiene anche utili tecniche di sopravvivenza per trattare con i tassisti di tutto il mondo.

Serena&Paolo


Jerash Giordania 4

Jerash, la Pompei dell’Asia.

Iniziamo con un mito da sfatare, almeno per quanto riguarda la nostra esperienza: secondo la guida, per raggiungere Jerash, è “piuttosto disagevole spostarsi con i mezzi pubblici a meno che non si parta molto presto”. Noi arriviamo alla stazione dei minibus all’alba delle 9:45, saliamo immediatamente su un pulmino che parte in effetti solo quando si è riempito l’ultimo posto a sedere, alle 10:00. Per 1 dinaro a testa in 40 minuti siamo al sito archeologico di Jerash, la “Pompei dell’Asia”. Forse ricorda ben poco Pompei, fatto sta che si tratta di un sito archeologico notevole, ben conservato ed in parte ricostruito. Prendendosela molto con calma, facendo soste e pranzo al sacco, ci trascorriamo 4 ore circa.

Jerash Giordania 3

Splendidi i due teatri, dove in uno abbiamo assistito per caso ad uno spettacolo di suonatori di cornamuse (!?) e tamburi e nell’altro, essendoci fermati per mangiare, siamo stati avvicinati da un ragazzo giordano che ci ha offerto un pita bread, della rucola e che ci ha invitato ad unirsi a lui e ai suoi amici per pranzare o anche solo per prendere un tè, insistendo e dicendo che ci avrebbe aspettato… peccato che poi quando lo abbiamo raggiunto fosse intento a tampinare delle turiste spagnole e ci abbia salutato in modo sbrigativo con un cenno della mano senza perdere un secondo di più con noi!

Jerash Giordania 2

Finita la visita ci rechiamo verso la stazione dei minibus per vedere se sarebbe stato così difficile rientrare ad Amman. A metà strada circa si ferma un pullman senza che noi gli avessimo chiesto nulla e ci fa salire, destinazione Amman, per poi fermarsi poco dopo nei pressi dell’ingresso al sito. Per  completare il carico questa volta ci mettiamo poco più di mezz’ora, paghiamo solo 1 dinaro e mezzo in due e ritorniamo ad Amman. Peccato che alle 16:00 il traffico sia letteralmente un delirio. Ci mettiamo più di un’ora, durante la quale respiriamo con grande gioia una quantità di smog superiore a quella respirata negli ultimi 6 mesi. Questa è Amman: moderna, aperta, tollerante, ma al tempo stesso tradizionale, conservatrice e caratterizzata dalle brutte abitudini dei cosiddetti paesi in via di sviluppo, come inquinamento, sporcizia e gran caos.

Ad ogni modo, costo richiesto dagli hotel per escursione in giornata a Jerash: fra i 60 e gli 80 dinari in due. Costo sostenuto da noi (taxi incluso dall’appartamento alla stazione dei bus): 5,50 dinari totali.

Jerash Giordania 5

La sera decidiamo di andare a mangiare in centro, girovaghiamo un po’ a casaccio ed alla fine scegliamo il Jafra restaurant. Bel localino, pieno di gente del posto, hanno addirittura una sala d’aspetto. La cena è ottima, abbondante ed in linea con i prezzi medi che abbiamo visto anche in altri ristoranti. Un antipasto e due piatti unici di carne con verdure, pane e acqua: 18 dinari totali.

Il bello viene al momento di tornare all’appartamento. Dato che non è un hotel è sempre un’impresa far capire ai taxisti dove andare. I taxi non sono cari secondo gli standard europei, ma per i nostri, abituati a visitare paesi molto più poveri, sono decisamente oltre il budget previsto, ma di scelta ne abbiamo poca: bus pubblici praticamente non ce ne sono, quindi o taxi o 4 km a piedi alle 23.00. Ne fermiamo uno e proviamo a fargli leggere (in inglese) l’indirizzo di dove dobbiamo andare, ma non c’è verso. Si avvicinano allora due ragazzi giordani che ci fanno da interpreti con l’ausilio del loro traduttore sul cellulare e della nostra mappa sul navigatore. Alla fine pare che l’autista abbia capito, come d’usanza contrattiamo un po’ sul prezzo e partiamo. Da subito capiamo che sta facendo un giro strano, ma pensiamo “Saprà lui…”, salvo poi ricrederci quando allunga la mano per chiederci il nostro navigatore! Morale della favola: lo guidiamo passo a passo fino alla nostra destinazione, per poi ritrovarci a discutere sul prezzo che lui ci chiede maggiorato rispetto a quello concordato perché dice che è lontano dove ci ha portati… D’altronde ha anche dovuto usare il navigatore… peccato che fosse il nostro!!!

 

Elena&Davide

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