16
Nov-2016

In Giordania con Elena e Davide: Madaba

Il viaggio di Elena e Davide in Giordania prosegue: oggi sono a Madaba, cittadina lungo le sponde del mar Morto, quasi al confine con la Palestina. Che di notte è molto più bella….

Serena&Paolo


 

Madaba Giordania 3

Il venerdì è il giorno festivo secondo l’Islam, un po’ come per i cristiani la domenica. E proprio di venerdì noi ci accingiamo a lasciare Amman per dirigerci a Madaba.

Tiriamo giù dal letto il sempre gentilissimo Mutaz che, prima di accompagnarci alla stazione dei pullman, si dilunga in interessanti racconti sull’Islam.

Arrivati alla fermata giusta, ci sediamo ad aspettare pazienti il bus per Madaba, consapevoli che potrebbe volerci anche molto prima che arrivi, si riempia e parta: al momento siamo gli unici. Ed ecco che ci si avvicina con fare amichevole il sempre onnipresente avvoltoio-taxista che ci dice che il venerdì non ci sono pullman, è festa! Sciocchi noi che gentilmente decliniamo la sua offerta di portarci a Madaba per soli 20 dinari… Tempo 5 minuti arriva il bus, saliamo, dal nulla compaiono altre persone e partiamo. In meno di un’ora (con 0,90 dinari a testa) arriviamo a destinazione.

Madaba è una piccola cittadina, molto più a misura d’uomo rispetto ad Amman, si visita tranquillamente a piedi e non è che ci sia poi molto da vedere: chiese, mosaici e chiese con mosaici. Belli, per carità, però se non si è appassionati…

Madaba Giordania 2

Comunque, la cosa interessante di Madaba non sono né i mosaici, né i monumenti, bensì i personaggi che si prodigano per aiutarti, anche più di quanto tu non voglia. Entriamo in un hotel per cercare una stanza e finiamo a passare delle ore contrattando per ottenere una macchina per i due giorni seguenti. Ma andiamo con ordine.

La zona intorno al Mar Morto è molto bella, ma difficile da girare con i mezzi pubblici perché sono pochi, fanno percorsi poco turistici e soprattutto quasi mai diretti. Quindi per non perdere troppo tempo e per cercare di sfruttare al meglio le giornate (che a novembre sono cortissime) ci si affida prevalentemente a taxi o si noleggia un’auto. Peccato che a Madaba non ci siano autonoleggi, che siano tutti ad Amman e che noi ce ne siamo appena andati da Amman! Così chiediamo informazioni a Mohammed, ragazzo giordano incontrato per caso in hotel, che ci assicura che conosce qualcuno che ci può far avere una macchina. Nel frattempo ad assistere a questa conversazione c’è Desi, una ragazza spagnola, anche lei appena arrivata in città, che il giorno dopo vorrebbe raggiungere il Mar Morto e sarebbe disposta a dividere l’auto con noi. Ed  ecco allora che comincia un epico tira e molla di contrattazione su prezzo, disponibilità, tipo di vettura… insomma in un’ora riusciamo a farci venire un gran mal di testa per cercare di trovare una soluzione che accontenti tutti. Non convinti sui costi richiesti, decidiamo di uscire a cercare altre informazioni (e anche una camera perché in quell’hotel avevamo deciso di non fermarci).

Madaba Giordania 1

Due ore dopo, lasciate le nostre cose al Moab Land Hotel (molto carino, comodo e con una bella terrazza con vista), non avendo trovato una soluzione più economica, scornati, torniamo da Mohmmed che, impegnato come solo un vero giordano sa essere in un giorno di festa, è lì che una sigaretta dopo l’altra non ha fatto altro che aspettarci al varco. Dopo altro tempo perso e la sua prima proposta di consegnarli passaporto, patente, 100 dollari di cauzione e 60 dinari per il noleggio, ci arrangiamo con due semplici fotocopie e i 60 dinari per i due giorni seguenti.

Il giovane parte così per Amman (dove deve ritirare l’auto) e da quel momento in poi cresce esponenzialmente minuto per minuto la nostra ansia di vederlo tornare con la fiammante supercar. Prima di andarsene però si offre di portarci dopo cena a vedere la Palestina di notte, perché di giorno non si vede niente, solo montagne… Okkeeey…

Madaba Giordania 4

Contro ogni previsione si presenta all’appuntamento auto-fornito e tutti e 4 (noi due, Desi e Mohmmed) ci avviamo verso la Terra Promessa (che per lui lo è davvero essendo palestinese e avendo ancora dei parenti là che però non può vedere), non sapendo se mai faremo ritorno a Madaba… Ora, non sappiamo voi, ma se una persona conosciuta da poco vi porta su una strada buia e solitaria, tutto esaltato, per vedere qualcosa che si scorge solo di notte (e non sono le stelle) la naturale perplessità iniziale, km dopo km, si trasforma in apprensione, finché raggiunta una zona desertica il panico si siede accanto a te e ti guarda sogghignando. Per fortuna Moh, anche se talvolta non riesce a far capire chiaramente le sue intenzioni, sa il fatto suo e ci riporta sani e salvi (e con l’immagine delle luci palestinesi negli occhi) ciascuno al proprio hotel.

 

Elena&Davide

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