09
Dic-2016

In Giordania con Elena e Davide: Wadi Rum (2ª parte)

Mentre noi 3 siamo a Zurigo per festeggiare il nostro anniversario in famiglia (a breve promettiamo un racconto qui). Elena e Davide continuano a deliziarci con i loro racconti dalla Giordania. Di conseguenza noi mangiamo würstel ma ci immaginiamo couscous.

Serena&Paolo


 

In Giordania con Elena e Davide - Wadi Rum 5

Dedichiamo il terzo giorno al Siq Al Khazali, un piccolo e stretto canyon con antiche incisioni rupestri, molto ben nascoste, lungo solo un centinaio di metri… se non provi a romperti le ossa in qualche scalata mediamente impegnativa. Vince il buonsenso e i duecento metri successivi sono un’avventura solitaria in un ambiente pieno di fascino. Poi la gola finisce per davvero con un laghetto circondato da felci verdi e rocce multicolori, e stavolta arrampicarsi equivale a raggiungere la figura nerovestita con una falce in mano che ci guarda seduta su uno sperone più sopra. Sembra socievole ma decliniamo.

Al banchetto serale si aggiungono una coppia teutonica ed altre due ragazze, ennesime rappresentanti dei cugini d’oltralpe, che per dormire hanno scelto una grotta poco lontana (sì, una grotta, trovata su Airbnb, avete letto bene), quindi non comunichiamo molto.

In Giordania con Elena e Davide - Wadi Rum 6

Ultimo ospite è Damien, tanto per cambiare anche lui francese, girovago di professione, che è al suo secondo giro del mondo che durerà 4 anni, come il primo che ha già concluso. Dorme solo nella sua amaca supertecnologica, fatta arrivare appositamente dall’America, e si sposta in autostop, tentando di farsi invitare a cena da chiunque (quel giorno per la cronaca è di ritorno da un pranzo di nozze… genio degli imbucati). Questo deserto comincia ad essere piuttosto popolato ed i personaggi sono davvero particolari…

Il campo al gran completo fornisce l’occasione perfetta per utilizzare lo zerb, una sorta di forno beduino, consistente in una buca scavata nella sabbia nella quale si mettono a cuocere agnello (per noi poveracci pollo) e verdure disposte su una griglia, si ricopre il tutto con un padellone e si sigilla con la sabbia: il cibo risulta un po’ affumicato ma niente male.

Vista la strepitosa volta celeste, la sera c’è una lunga e partecipata sessione fotografica con tanto di treppiedi in prestito e lezioni avanzate su scatti notturni.

In Giordania con Elena e Davide - Wadi Rum 7

Dopo una notte quasi tiepida ed una colazione quasi continentale, gli ospiti paganti vengono prelevati ciscuno dal proprio beduino-guida, mentre noi due e Damien veniamo lasciati alle pulizie del campo. In tre è cosa facile e veloce, così ben presto siamo pronti ad intraprendere una piacevole passeggiata di appena 7 km nel deserto, verso l’Um Fruth, un ponte di roccia più grande e spettacolare di quello che abbiamo già visto, che domina una bella valle di sabbia chiara, così diversa rispetto a quella rossa a cui siamo ormai abituati.

In Giordania con Elena e Davide - Wadi Rum 8

Al ponte ritroviamo le due ragazze francesi della sera precedente, Catherine e Danaé, che ci salutano allegre nonostante la notte passata in grotta. Si chiacchiera un po’, ci si fa qualche foto, si scopre che hanno noleggiato una macchina, si cerca di scroccare un passaggio per Aqaba da lì a un paio di giorni… insomma, le classiche cose che si fanno nel deserto.

Poi per noi tre pellegrini vien l’ora di ripartire a piedi e tanti saluti a loro due che se ne vanno in jeep. Salvo poi ritrovarle al nostro campo quando arriviamo, hanno ricevuto un upgrade e dormiranno in tenda per le prossime due notti (e non ne sono affatto amareggiate, stranamente).

L’ultimo giorno il gruppetto di avventurieri si è ulteriormente allargato, adesso siamo in cinque, pronti ad affrontare il test finale: la scalata del massiccio che sovrasta le nostre tende e che i nostri occhi hanno guardato bramosi fin dal primo giorno. Arnau, questa la dedichiamo a te!

Una delle cose più belle qui in Giordania è che ciascuno è libero di rischiare la propria vita in molteplici modi senza che spuntino scomodi salvatori impegnati a dissuaderti. Quindi perchè non approfittarne? Convinti i francesi della assoluta fattibilità dell’impresa, con sguardi tranquilli e voce rassicurante, partiamo senza indugi e puntiamo alla vetta senza cedere neanche di fronte all’evidente assenza di un sentiero, neanche quando dobbiamo aggirare (sopra o sotto) grandi macigni che ostruiscono il passaggio, neanche quando ci troviamo di fronte a muri di arenaria verticali, neanche quando… no, aspettate, siamo arrivati! Che spettacolo, abbiamo 360 gradi di deserto davanti agli occhi e vale la pena assaporare la vittoria in un silenzio contemplativo tipico del buddismo ultimo stadio.

In Giordania con Elena e Davide - Wadi Rum  9

La sera, tronfi, si cena in allegria assaporando, oltre all’onnipresente riso e pollo, una squisita soupe à l’oignon preparata dalla nostra ospite-cuoca-compagna di avventure-Catherine, insieme alle ultime arrivate: un’esuberante giovane uruguaiana e una signora stagionata di Hong Kong, che presto si isola dalla banda di pazzi che siamo diventati, rifugiandosi nella sua tenda. Idea ragionevole per chi cerca la pace del deserto, per noi altri invece, essendo l’ultima sera, è d’obbligo un po’ di cagnara fino a tardi, gente che sparisce nel buio complice del Wadi Rum, tra grotte, dune e altri campi abbandonati, viavai di pickup nella notte e facce assonnate (ma felici) il mattino seguente… ah, il deserto!!!

Elena&Davide

 

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