30
Nov-2016

In Giordania con Elena e Davide: Petra

Un viaggio in Giordania non è tale senza Petra, la città scavata nelle rocce rosse che abbiamo imparato ad amare con “Indiana Jones e l’ultima crociata”. Ecco come l’hanno vista Elena e Davide.

Serena&Paolo


In viaggio con Elena e Davide - Petra 2

Una delle cose positive di quasi tutti gli hotel di Wadi Musa è che mettono a disposizione una navetta gratuita per/da Petra. Cosa da non sottovalutare, perché la maggior parte degli alberghi si trova a circa 3-5 km dall’ingresso del sito, ed è molto utile risparmiarsi questa camminata, credeteci! Ed è quindi, in una mattina fredda ma limpida, che anche noi saliamo su un pulmino che ci porta davanti ai cancelli di Petra. Qui, per la prima volta, il nostro Jordan Pass viene usato come se fosse, beh… un Jordan Pass! Un solerte controllore ce lo scansiona all’entrata: d’ora in poi abbiamo ancora 15 giorni per usarlo. Contando che ci restano solo più 10 gg di viaggio cercheremo di usarlo anche per il Museo Egizio di Torino…

Visitare Petra non è una passeggiata, o meglio, è una lunghissima passeggiata, che richiede almeno 2 giorni per un’esperienza soddisfacente, a meno che non si voglia correre da un posto all’altro senza avere nemmeno il tempo di godersi quello che si sta vedendo. Noi abbiamo totalizzato 16 ore di cammino, una sorta di pellegrinaggio tra antiche tombe nabatee inserite in un contesto naturale da mozzare il fiato: roba seria, tonnellate di roccia scavate via dalla montagna a suon di scalpellini.

In viaggio con Elena e Davide - Petra 5

Se invece non gradite massacrarvi ginocchia e calcagni, con una spesa non indifferente, potete visitare la maggior parte degli highlights senza mai mettere piede per terra tra carrozze, cavalli, asini e cammelli, condotti da una moltitudine di beduini che dicono di vivere nelle grotte dell’antica città e che sembrano tutti cloni di Jack Sparrow.

Alla fine vi ritroverete con gli occhi pieni di meraviglie architettoniche, la mente confusa da nomi di re morti millenni fa e le gambe (o il sedere) dure come tronchi di legno. Insomma, ne uscirete molto soddisfatti!

Volendo (noi ci siamo sentiti obbligati per onor di cronaca) c’è anche la possibilità di rischiare la vita inerpicandosi per gli ormai dimenticati sentieri di un tempo, gradini appena accennati nell’arenaria, che, per fortuna, offre una buona presa ed è perfetta per lo scrambling.

In viaggio con Elena e Davide - Petra 1

Per rifiatare e per allontanarsi dalla folla, ci sono alcuni percorsi alternativi a quelli “classici”, dove solo pochi temerari camminatori osano avventurarsi. Ovviamente sono i luoghi migliori, dove poter osservare con tutta calma la natura e l’operato dell’uomo: un punto panoramico da cui scattare qualche foto dall’alto al Tesoro e chiacchierare amabilmente mentre si sorseggia un tè beduino; un sentiero che si inerpica fino all’Altura del Sacrificio per poi ridiscendere la montagna accompagnati da capre bianconere; due osservatori sulle valli circostanti che, a detta dei beduini, sono le “best views in Jordan” dove si può bere un “bedouin tie with ment“; il sentiero che porta all’abitazione dell’ultimo abitante di Petra che orgoglioso ci dice che il suo nome è sulla Lonely Planet…

In viaggio con Elena e Davide - Petra 2

Petra è molto più di un canyon da percorrere in attesa di vedere il Tesoro: è una meraviglia scultorea inserita in uno strepitoso paesaggio fatto di stretti siq, montagne stile Grand Canyon e pietra dalle mille sfumature di rosso, amalgamate a creare opere d’arte naturali che vien voglia di appendere in salotto.

Talvolta, ad accompagnarvi in questo tour mistico, potrebbe arrivare l’eco lontana del muezzin che scandisce le ore della preghiera e aggiunge il fascinoso tocco mediorientale al tutto.

In viaggio con Elena e Davide - Petra 3

Per quanto riguarda le cene, una sera scegliamo (male) uno dei tanti ristoranti turistici, l’Al-Wadi Restaurant, con un pessimo rapporto qualità prezzo e personale non troppo gentile.

L’altra sera invece approfittiamo dell’ottima cena a buffet preparata nel nostro hotel, ma il piatto forte sono 4 fantastici giapponesi che cenano con noi, chiedendo informazioni su tutte le regioni d’Italia, avendo in programma un viaggio nel Bel Paese, e mandandole a memoria con strani gesti rituali. Non ci stupiremmo affatto se li vedessimo chiedere una bagna caoda in provincia di Agrigento…

 

Elena&Davide

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