10
Dic-2015

Viva Las Vegas! O no?

Welcome to Las Vegas

Las Vegas è una gigantesca astronave aliena calata in mezzo al deserto.

Ti attrae con le sue luci colorate, il lusso a portata di mano, la promessa di cambiarti il futuro, ma poi è pronta a colpirti allo stomaco.

Qualcuno cade, come i tanti senzatetto che di giorno mendicano lungo la Strip, sotto gli occhi dei turisti, e di notte vivono nel reticolo di tunnel che passa sotto la città. Ex militari corrosi dalla guerra e dai tic, gente che aveva qualcosa e d’improvviso si è trovata con niente in mano, pezzi di famiglie implose.

Poi ci sono quelli che galleggiano, o prendono il largo. Gli immensamente ricchi delle suite all’ultimo piano, quelli che sgasano sulle loro auto sportive, ma anche gente venuta dalla provincia a festeggiare un compleanno, medici in trasferta da convegno, famiglie che vogliono vedere “la città”. Sì, perché Las Vegas è uno di quei luoghi da vedere almeno una volta nella vita, e poi decidere se vale la pena tornarci.

È per questo che siamo qui, e vogliamo fare del nostro meglio per capire qualcosa di questa città, iniziando dalla sua attrattiva più nota: i casinò, che poi sono un tutt’uno con gli alberghi.

Pronti a partire

Pronti a partire per il nostro tour di Las Vegas

Partiamo da un assunto poco incoraggiante a Las Vegas (o forse salvifico): non ci piace giocare d’azzardo, e se per me è qualcosa di indifferente, a Serena fa quasi orrore. Quindi una cosa è certa: non un solo dei nostri preziosi dollari finirà in una slot. Guardare, però, non è peccato, anche se a volte mette un po’ di tristezza vedere che per ogni turista che affronta il gioco come parte dell’esperienza del viaggio ci sono persone che trascorrono ore davanti alle slot machines quasi anestetizzate e ignare di tutto quello che le circonda.

Halloween... non per tutti.

Questa signora intenta a giocare non sembra distratta dal fantasma dietro di lei.

I casinò sono veramente enormi, tutti molto simili nella loro struttura ma diversi per l’ambientazione, che condividono con l’albergo che fa da contenitore. Ci sono posti relativamente sobri come il nostro Mandalay Bay. Relativamente, visto che si tratta di un mega resort con piscina e sabbia importata dalla California, decine di ristoranti diversi e negozi, centinaia di camere e una lobby grande come un campo da calcio. A noi è toccata una camera recentemente rinnovata, con un letto comodissimo pieno di cuscini e una grande finestra con vista…sul tetto del casinò.

Mandalay Bay Resort

La piscina del nostro albergo, il Mandalay Bay.

Gli altri resort si susseguono lungo la Strip, il viale che porta verso il centro di Las Vegas. Alcuni sono collegati da una monorotaia sospesa, altri da passaggi sotterranei o ponti che scavalcano le strade. Ogni spazio vuoto è buono per un negozio di gadget, un ristorante, un bar che vende cocktail coloratissimi in improbabili contenitori che possono essere portati al collo o a tracolla come una faretra. Si passa da hotel in stile egizio come il Luxor o medievale come l’Excalibur, che all’esterno sembra un castello quasi fiabesco e all’interno mette una certa angoscia, per poi passare a grandi classici come l’Mgm Grand, il Caesar Palace (quello degli incontri di boxe) o il Bellagio con i suoi giochi d’acqua. Imperdibile il Venetian, a seconda dei gusti bellissimo o pacchianissimo, che riproduce alcuni scorci di Venezia con tanto di campanile di San Marco, Ponte di Rialto, canali e gondolieri che cantano canzoni…napoletane. Interessanti gli ultimi arrivati come la tecnologica torre Aria e il suo lussuoso centro commerciale annesso.

The Shops at Crystals

The Shops at Crystals: in questo centro commerciale è tutto prezioso, anche le decorazioni!

In mezzo, lampadari di cristallo giganti, il rumore di fondo delle slot machines, negozi kitsch, l’Harley Davidson Cafè con una moto colossale che spunta dalla facciata, il museo della Coca Cola con una bottiglietta alta tre piani e molto, molto altro.

Serena e l'Harley Davidson Café

Quando sei una biker dentro, sei una biker sempre.

Questa è Las Vegas 365 giorni all’anno. Però noi siamo in città durante il weekend di Halloween, e la musica si fa ancora più forte. Siamo stati avvisati fin da Los Angeles, e il concierge dell’albergo ha rincarato la dose: Halloween a Las Vegas può essere un po’ weird, che è una via di mezzo tra strano, pazzo e selvaggio. Intanto Elettra vuole fare la ballerina, sfrutta ogni momento, mentre aspettiamo l’ascensore in albergo o andiamo al ristorante, per volteggiare sui pavimenti di marmo. Così quando si tratta di scegliere come vestirla per la gran serata, il dubbio non si pone: sarà una ballerina.

Elettra Queen of Las Vegas

È o non è la regina di Las Vegas più bella del mondo?

Dopo averle fatto inforcare un meraviglioso tutù leopardato prendiamo un taxi e ci facciamo portare a Freemont Street, una via pedonale della vecchia downtown coperta da un complesso sistema di pannelli led capace di riprodurre incredibili animazioni. Con noi sembra esserci tutta la Las Vegas “travestita”:  si va dai costumi fiabeschi a quelli sexy, con una grande percentuale di travestimenti a tema horror.

Fremont Street Experience

Fremont Street Experience la sera di Halloween: il passo prima del delirio.

Elettra non apprezza tantissimo, anzi, tra calca, musica assordante e sangue finto è abbastanza terrorizzata. Così l’obiettivo della serata diventa presto ritornare verso quella che chiamiamo casa, in una lenta passeggiata che ad un certo punto assume i contorni della via crucis, fino al taxi salvatore che ci proietta in camera.

Ci svegliamo il giorno dopo come dopo una sbornia. Oggi si parte, però… Però da questa città non abbiamo ancora succhiato tutto, così proviamo a sparare ancora una cartuccia.

Prima del matrimonio

Selfie in attesa del rinnovo delle promesse, ma soprattutto aspettando lui, il Re!

Risposarsi a Las Vegas, con Elettra come damigella e Elvis come celebrante. Ce l’abbiamo in testa da quando abbiamo iniziato a pensare a questo viaggio, però non lo abbiamo organizzato per tempo. Così adesso è tutto in mano al destino: se il dio dei concierge d’albergo vorrà avremo la nostra ciliegina sulla torta, se no tra un’ora staremo ascoltando la solita stazione radio satellitare in macchina. La divinità richiesta si manifesta in un ragazzo dai tratti asiatici e con dentro il sacro fuoco per la soddisfazione del cliente, cioè noi. Per cui un paio di telefonate e un’oretta dopo siamo davanti alla Graceland Chapel, una delle cappelle più antiche di Vegas. bianca e incantata tra un parcheggio e un negozio di memorabilia. Faremo “solo” il rinnovo delle promesse, abbiamo acquistato il pacchetto base, smilzo come il bouquet destinato alla sposa. Però siamo emozionati come il giorno del matrimonio “vero”: guardo Serena dietro il velo, Elettra che “vuole fare la ballerina” e svolazza qua e là. Provo quel tipo di felicità pura tanto preziosa quanto difficile da catturare.

Matrimonio Elvis

Nel West in 4, con Elvis!

Poi arriva lui, Elvis, The King in persona, per tramite di Brendan Paul, il suo successore più degno e celebre. Non è soltanto identico a Elvis (anche se decisamente più alto dell’originale). Si vede chiaramente che si diverte, anche se ripete movimenti, canzoni e formule che conosce a memoria. Forse per questo, nonostante sia milionario, ambasciatore di Las Vegas nel mondo e proprietario della cappella, ogni giorno si alza, si veste e pettina come Elvis, diventa un tutt’uno con lui, poi viene qui a sposare messicani, giapponesi, italiani, gente comune e celebrità come John Bon Jovi, noi. Che viviamo un quarto d’ora indimenticabile, a cantare a squarciagola Viva Las Vegas, e pazienza se ci siamo giocati il Grand Canyon.

 

Paolo

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